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GUIDE ALLA SCELTA

Come scegliere gli attrezzi per posare le piastrelle

Sei appassionato di fai da te, e ami prenderti cura della casa, programmando regolarmente interventi di abbellimento? È giunto il momento di sostituire le piastrelle? Ricordati di valutare le condizioni iniziali della superficie e di scegliere le piastrelle e i collanti più indicati. Spesso vengono sottovalutati gli attrezzi per posare le piastrelle, in realtà determinanti per ottenere i risultati sperati.

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Attrezzi per piastrellisti, quali sono e cosa servono?

Attrezzi per piastrellisti, quali sono e cosa servono?

Da cosa dipende la buona riuscita di una pavimentazione? Diversi fattori influiscono sul risultato finale, dalla qualità del materiale alle condizioni iniziali del sottofondo, dalle colle adesive all'abilità e all'esperienza di chi esegue il lavoro. Riconoscere quali attrezzature sia meglio adottare, e sapere come utilizzarle al meglio, è il primo passo per posare ad hoc le piastrelle. Gli attrezzi per piastrellisti devono essere scegli in base alla dimensione e alle caratteristiche specifiche dell'ambiente di lavoro, al tipo di piastrella e al metodo di posa scelto. Ad ogni modo, esistono alcuni strumenti di cui non è possibile fare a meno. In questa guida vedremo quali sono, e descriveremo come procedere passo dopo passo con il lavoro.

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La preparazione del fondo:

La prima operazione da effettuare per posare le piastrelle è rappresentata dalla preparazione del sottofondo. Dovrai fare in modo che la superficie oggetto della posa sia perfettamente pulita, tanto da non presentare tracce di polvere, sporco e grasso. Inoltre, è importante avere a disposizione un sottofondo resistente e che non evidenzi alcun dislivello. Quest'ultimo aspetto è fondamentale soprattutto se il lavoro è incentrato su piastrelle di grande formato. Nel caso in cui l'inclinazione sia minima potrai comunque rimediare con uno stucco livellante liscio. Per stendere l'impasto utilizza una spatola di gomma. Il primo strato da applicare sul sottofondo (qualora sia stato impiegato dello stucco attendi che sia completamente asciutto prima di procedere) sarà diverso a seconda della superficie. Se in presenza di cemento o di superfici assorbenti potrai optare per un primo strato di fondo, il calcestruzzo o pavimentazioni lisce richiedono un'imprimitura di adesione. Per un bagno o ambienti facilmente soggetti a umidità meglio scegliere un fondo impermeabilizzante.

 

Quale tecnica di posa adottare?

Le più diffuse sono quelle in parallelo e in diagonale. La prima è ideale per i meno esperti mentre la seconda, sicuramente più impegnativa, regala risultati sorprendenti sulle superfici quadrate, e consente di celare eventuali irregolarità dei muri perimetrali. Una volta che la mano di fondo sarà asciutta potrai stendere la colla per piastrelle. Se dovessi riscontrare difficoltà nel mescolarla sarà un trapano mescolatore, impostato a bassa velocità, ad aiutarti nel prevenire la formazione di grumi. Stendi con una cazzuola uno strato uniforme di colla di 5/10 mm e distribuiscila omogeneamente con una spatola dentata. La lunghezza dei denti varia, in base alle dimensioni delle piastrelle, da un minimo di 6 mm (per piastrelle di non più di 10 cm di lato) a un massimo 12 mm (per piastrelle con lati maggiori di 30 cm). Per far aderire l'impasto in ogni punto della piastrella premi esercitando una leggerissima torsione, quindi picchietta la piastrella stessa con un martello di gomma.

 

Distanziatori a croce:

È a questo punto che entrano in gioco i distanziatori a croce. Sul mercato è possibile trovare distanziatori di qualunque dimensione. L'acquisto deve essere effettuato tenendo conto dello spazio desiderato tra una piastrella e l'altra. Qual è la funzione di un distanziatore a croce? Assicurare la medesima distanza tra due piastrelle permettendo, inoltre, di equilibrare la pressione sulla superficie. Dovrai semplicemente posizionarli tra le fughe, rimuovendoli prima della fase della posa che ti vedrà impegnato ad applicare lo stucco per fughe.


Utensili per tagliare le piastrelle: a quali affidarsi?

Utensili per tagliare le piastrelle: a quali affidarsi?

Posizionati i distanziatori, occorrerà tagliare le piastrelle da posizionare lungo i bordi. Non dimenticare che, se hai optato per una posa in diagonale, ti ritroverai con più pezzi di "avanzo" rispetto alla tecnica della posa in parallelo. Lo strumento di riferimento per questa operazione è il tagliapiastrelle, utile anche per avere bordi ben definiti. Sono 3 le tipologie di tagliapiastrelle attualmente disponibili sul mercato:

  • manuali (noti anche con il nome di taglierine)

  • elettrici

  • radiali

Se hai necessità di effettuare tagli rotondi (potrebbero risultare utili attorno ai tubi) non potrà mancare una pinza a becco di pappagallo.

SCEGLI IL TAGLIAPIASTRELLE ADATTO A TE

Tagliapiastrelle manuali:

Nel gruppo degli strumenti manuali rientrano la taglierina, la sega e la pinza tagliente. Il limite di tale tipologia di attrezzi è il non riuscire a garantire risultati ottimali nel taglio delle piastrelle di spessore non indifferente. Per tale motivo ti consigliamo di ricorrervi solo se hai in programma semplici interventi di ritocco relativi alle piastrelle a muro.

 

Tagliapiastrelle elettrici:

Ai tagliapiastrelle elettrici sono riconosciuti almeno 3 vantaggi: fanno risparmiare tempo (e fatica), sono una soluzione molto versatile, e non hanno difficoltà nell'operare su piastrelle di diverso spessore. Ma come funzionano? Servendosi di una rotella che si sposta su una guida rigano la piastrella, fragilizzandola lungo la linea di taglio. Applicando una certa forza, attraverso il separatore si otterrà un pezzo di piastrella della dimensione desiderata. A proposito dei separatori, questi attrezzi possono essere fissi o mobili. I primi ti faranno risparmiare tempo prezioso, in quanto non sarai costretto a riposizionarli ogni volta in cui entrerà in gioco la rotella. È la lunghezza del tagliapiastrelle a determinarne la capacità di taglio: i modelli oggi in commercio vanno da un minimo di 30 a un massimo di 120 cm. È la rotella, invece, ad influire sullo spessore. Il diametro della rotella può variare tra i 6 e i 22 mm. A livello di materiali sono i modelli in titanio o in carburo di tungsteno a garantire una maggiore durata. Tieni presente che alcuni tagliapiastrelle dispongono di un meccanismo che consente di variare il diametro della rotella in base al lavoro. Il mercato propone modelli arricchiti dalla presenza di accessori, come squadre graduate e battute laterali, perfetti per semplificare le regolazioni. Abbiamo già indicato come la taglierina sia un attrezzo polivalente: questo è vero quando viene utilizzata in abbinamento a una piastra amovibile; potrai così impiegarla anche per eseguire tagli di traverso. Le differenze di prezzo trai i vari modelli possono essere molto ampie; questo è legato sia alla scelta dei materiali che alla potenza.

 

Smerigliatrice:

La smerigliatrice è un altro degli attrezzi per piastrellista in grado di tagliare le piastrelle. Oltre a scegliere il modello che possa adattarsi meglio al lavoro, fai attenzione al momento di decidere quali dischi comprare. Le piastrelle in gres, il vetro, i marmi e le piastrelle in monocottura e bicottura dovrebbero essere tagliati con dischi diamantati. Sono quelli per il ferro ad assicurare tagli perfetti a profili in materiale metallico. Utilizzare un disco diamantato, in questi casi, comporterà solo maggiore fatica, portando anche il disco a rovinarsi molto più velocemente, quando non a rompersi.


Gli strumenti migliori per riempire le fughe

Gli strumenti migliori per riempire le fughe

Giunto al momento di riempire le fughe sarà necessario fare uso di un altro materiale per la posa delle piastrelle: lo stucco per piastrelle. Una spatola in gomma ne garantirà una stesura uniforme dello stucco per piastrelle. Una volta sigillate le fughe e asportati i residui di stucco servendoti di una spazzola in gomma o di un raschietto, lascia trascorrere una quindicina di minuti e poi potrai procedere alla pulizia della superficie servendoti di una spugna inumidita di acqua.

LEGGI LA GUIDA PER SCEGLIERE LO STUCCO PER PIASTRELLE


Spatole per colla: come sceglierle?

Spatole per colla: come sceglierle?

Abbiamo già visto, parlando della prima fase della posa, ossia la preparazione del fondo, come le spatole per colla costituiscano uno degli attrezzi per piastrellisti più importanti, consentendo di spalmare la colla in modo uniforme. Per quanto riguarda la tipologia, il frattazzo per colla dentato è il più indicato per posare le piastrelle sul pavimento; la spatola dentata con forma a "V" è consigliata per applicare le piastrelle sui muri. Nel momento in cui ti troverai a utilizzare la colla cementizia ricordati di non limitarti a coprire in larghezza solamente la piastrella, arrivando anche a stenderla qualche centimetro al di fuori. Una stesura dovrà coprire in lunghezza, circa 5 o 6 piastrelle. Se le mattonelle da te scelte misurano più di 30 cm, sarà utile applicare la colla anche sulla parte retrostante. Perché il lavoro regali i risultati sperati è fondamentale posizionare in modo perfetto la prima mattonella. Saranno dei leggeri colpi di mazzetta a permettere alla piastrella stessa di aderire alla colla cementizia.

LEGGI LA GUIDA PER SCEGLIERE LA COLLA PER PIASTRELLE

Posare il gres:

Le piastrelle in gres porcellanato esercitano un notevole richiamo sul pubblico. Sempre più persone rimangono affascinate dagli effetti legno, pietra e marmo. Un'opzione perfetta per chi desidera conferire alla zona giorno della propria abitazione un'aria particolarmente raffinata. Come posare le piastrelle in gres? In questo ambito sono due i metodi adottati, ognuno basato su un materiale differente: malta cementizia o collanti. In linea di massima sono i secondi a farsi preferire sul piano caratteristiche elastoplastiche. Posare piastrelle in gres porcellanato significa anche adottare degli attrezzi specifici; nel dettaglio, sono necessari:

  • cazzuola

  • martello (o mazzuola di gomma)

  • distanziatori

  • segatura

Entrato in possesso dell'attrezzatura per la posa delle piastrelle, prima di iniziare il lavoro verifica le condizioni del massetto. Qualora quest'ultimo risultasse eccessivamente danneggiato dovrai provvedere a "sistemarlo". In seguito, servendoti della cazzuola procedi con la stesura di uno strato di malta (è sufficiente uno spessore di circa 5/6 mm), posizionando due file di piastrella alla volta. La crocetta di permetterà di distanziare i giunti. Applicata ciascuna piastrella dovrai effettuare un controllo di battitura. Cerca di sollevare la piastrella per verificare che abbia aderito perfettamente alla malta. Se hai deciso di servirti della colla stendi il prodotto adesivo sulla superficie con grande rapidità (l'obiettivo sarà evitare che la colla si asciughi), quindi fai aderire il listone. Serviti del manico di legno del martello, battendolo sulla superficie, per facilitare l'incollaggio. Terminata la messa in posa di tutte le piastrelle lascia trascorrere 12 ore prima di spargere sulla pavimentazione la segatura. Quest'ultima ha una funzione ben precisa, ossia assorbire eventuale umidità presente. Rimuovila dopo 15 minuti con una scopa. Se dovessi scorgere alcune macchie di malta sulla superficie delle piastrelle sarà una semplice pezza inumidita a permetterti di eliminarla. In caso di macchie particolarmente resistenti potrai diluire nell'acqua degli acidi tamponati, rimuovendoli successivamente con un abbondante risciacquo.


Ventose: che funzione hanno?

I formati di piastrelle più comuni possono essere spostati, tagliati e posati senza particolari difficoltà anche a chi non ha grande esperienza in materia. Ma se il lavoro comporta l'impiego di piastrelle in gres di una certa grandezza (oltre i 100x100 cm per intenderci), le cose si fanno più complesse. Fortunatamente, diversi produttori hanno iniziato a realizzare delle barre con ventosa. Occorre solamente fissare le ventose stesse a una lastra di gres per per poterla movimentare senza fatica. Per lastre di dimensioni ancora maggiori (fino a 320 cm) si rivelano ideali le ventose "Vacuum", ossia a pompa o, in alternativa, i modelli con manometro. Quelle a pompa vengono normalmente utilizzate per la movimentazione di piastrelle a "buccia d'arancia", o caratterizzate dall'effetto pietra o ardesia. Se possibile, meglio optare per ventose con gomma antimacchia: scegliendole eviterai di sporcare le piastrelle. E se hai a che fare con lastre forate, oppure tagliate, potrai fare affidamento non solo sulle barre, ma anche sulle traverse. Scongiurerai così possibile rotture. Esistono anche ventose basculanti, in grado di garantire per più tempo le condizioni di sottovuoto, rimanendo fisse a lungo alla lastra.


Ginocchiere: per proteggere le articolazioni durante il lavoro

Compreso come posare le piastrelle, e ottenute le informazioni che ti consentiranno di scegliere gli attrezzi migliori in ciascuna singola fase, esiste un altro fattore da tenere in considerazione: le posizioni scomode assunte durante il lavoro. Quando le piastrelle devono essere posate a terra, infatti, è necessario rimanere in ginocchio per diverso tempo. E se l'ambiente in cui si interviene ha dimensioni non indifferenti, il rischio di passare ore in tale posizione è molto alto. Salvaguardare le articolazioni è fondamentale, e per farlo è sufficiente acquistare un paio di ginocchiere. Terminata la piastrellatura potrai riutilizzarle per i lavori in giardino, per l'eventuale sostituzione di tegole sul tetto o per interventi sulla tua auto. Ormai tutte le ginocchiere sono dotate di chiusura regolabile; caratteristica che permette loro di adattarsi a gambe di qualsiasi grandezza. L'imbottitura in gommapiuma donerà allo stesso tempo comfort e leggerezza.


Altri utensili creati per facilitare la posa delle piastrelle

Oltre a quelli esaminati dettagliatamente nella presente guida, esistono altri utensili che potrebbero farti comodo nel caso tu abbia programma la posa delle piastrelle in uno o più ambienti dell'abitazione. Fanno parte della lista:

  • tenaglie: utili per rimuovere piccole parti di piastrella in prossimità dei bordi.

  • mazzetta e scalpello: per modificare da effettuarsi in presenza di rotture murali.

  • filo, colorato o meno: il primo, avvolto in bobine, ti consentirà di tracciare una linea retta perimetrale; quello colorato ti permetterà di tracciare la linea relativa alle fughe che dovrai seguire.

  • feltrino bianco: terminato il lavoro sulle fughe, una volta che la superficie sarà asciutta potrai utilizzarlo per rimuovere i residui di stucco dalle piastrelle.

  • batti piastrelle: questo strumento ha molto in comune con la spatola dentata, ma si differenzia da quest'ultima per la presenza, nella parte sottostante, di plastica o gomma. Come indica il suo nome, viene impiegato per battere e livellare le piastrelle, in particolare quelle di formato ridotto (10x10 cm).

  • pistola per silicone: potrai farne uso per riempire i giunti di dilatazione.

  • cunei in plastica: per la regolazione delle piastrelle su parete.

 

Come forare una piastrella?

Anche le punte carotatrici fanno parte degli accessori utilizzate dal piastrellista. Si tratta di piccole frese o anche solo punte da installare sul trapano per praticare i fori più o meno grandi sulle mattonelle. Un'operazione utile, ad esempio, se intendi inserire una presa o far passare un tubo idraulico. Impiegando una punta per cemento potresti rovinare la piastrella a causa del riscaldamento eccessivo della punta stessa. Optando per punte e frese diamantate, specifiche per le piastrelle, non correrai questo rischio.