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Etichette energetiche, cosa cambia dal 2021

Ogni elettrodomestico a norma deve sempre possedere, per essere venduto, un'etichetta di efficienza energetica. In questo modo l'acquirente può fare una scelta più consapevole essendo a conoscenza dell'effettivo consumo di energia dell'elettrodomestico che sta per acquisire. Ma in cosa consistono di preciso le etichette energetiche comunitarie? Facciamo un po' di chiarezza sulla nuova normativa.


Cosa sono le etichette energetiche

Cosa sono le etichette energetiche

Le etichette energetiche servono a classificare gli elettrodomestici in base all'impatto che hanno sull'ambiente. Questo può essere calcolato in base a quanta energia consumano per funzionare. La classificazione segue una nomenclatura alfabetica che va dalla A (corrispondente agli elettrodomestici dal minor impatto ambientale) alla G (corrispondente agli elettrodomestici che richiedono un consumo maggiore). A, B e C sono contraddistinte dal colore verde, in quanto più environment-friendly. La D è di colore giallo, la E e F sono arancioni. Per finire, la G è di colore rosso, per segnalare chiaramente l'alto consumo di energia.

Le origini e lo sviluppo:

Le etichette di efficienza energetica sono state rese obbligatorie dalla direttiva 92/75/CEE dell'Unione Europea del 1992, entrata poi in vigore nel 1998. Sono state introdotte per informare il consumatore sui parametri di rispetto per l’ambiente. L'etichetta energetica degli elettrodomestici deve essere esposta, in modo ben visibile, sulla parte anteriore di ogni apparecchio in vendita, così come previsto dalla legge.

A seguito del progresso tecnologico, oltre alle classificazioni già esistenti, sono poi state introdotte nel 2003 le classificazioni A+ e A++, a cui si è aggiunta nel 2010 la A+++, che dovevano indicare prodotti maggiormente efficienti dal punto di vista energetico. Tuttavia, questo tipo di classificazione può indurre in confusione, perché a seconda dell'elettrodomestico di cui si tratta, la differenza tra una classificazione e l'altra può essere maggiore o minore. Per esempio, la differenza tra un frigorifero A e un frigorifero A+++ è del 60%, mentre tra una lavastoviglie A e una lavastoviglie A+++ è solo del 30%. Ci si è dunque resi conto dell'esigenza di un metodo di classificazione più uniforme e meno confusionario, adattabile allo stesso modo per tutti tipi di prodotti.

 

La nuova normativa:

Per evitare dunque incertezze da parte del consumatore, uniformare il metro di giudizio e incentivare all'efficienza, la Commissione Europea ha stabilito nuove regole per le etichettature energetiche comunitarie.


Cosa cambia per le nuove etichette energetiche nel 2021

Cosa cambia per le nuove etichette energetiche nel 2021

Le nuove etichette energetiche presenteranno un sistema di classificazione simile a quello vecchio, dalla A alla G, con l'esclusione delle categorie A+, A++ e A+++. Inoltre, per incentivare il progresso tecnologico, le categorie più alte, cioè quelle dal minor impatto energetico, rimarranno vuote. Si spera quindi che presto verranno sviluppati nuovi prodotti più efficienti in grado di occuparle. Questa nuova classificazione richiede dunque una riclassificazione di tutti i prodotti, che per forza di cose dovranno cambiare categoria, adattandosi alle nuove regole.

Riclassificare un prodotto assegnandogli una categoria inferiore alla precedente, non potrebbe però generare maggior confusione negli utenti? Questo sicuramente, infatti per i primi tempi entrambe le etichette dovranno essere apposte sul prodotto. In questo modo, l'utente avrà la possibilità di fare i dovuti confronti e di familiarizzare con la nuova classificazione.

Elettrodomestici quali frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e televisori dovranno obbligatoriamente recare l'etichetta con la nuova classificazione a partire dal 1° marzo 2021. Per lampade e lampadine, invece, la scadenza scatterà più tardi. Sarà necessario che anche questi prodotti mostrino la nuova etichetta energetica a partire dal 1° settembre dello stesso anno.


Come leggere le etichette energetiche

Come leggere le etichette energetiche

Informazioni legate al consumo:

Lo scopo principale delle etichette energetiche è di informare il consumatore in modo semplice e veloce sul rendimento energetico del prodotto che sta cercando. Per questo motivo presentano in primo luogo una sorta di schema con lettere e colori che vanno da una freccia più corta di colore verde (corrispondente alla lettera A, cioè la classificazione a più basso consumo), a una freccia più lunga e di colore rosso (corrispondente alla lettera G, che indica la classificazione a maggior consumo). Grazie a questo schema si può avere una prima idea sul rendimento del prodotto con un solo colpo d'occhio.

Oltre a questo, sono presenti anche le informazioni in chilowattora, che indicano l’uso effettivo di energia consumata dall'elettrodomestico durante il test standard. Minore è il numero, minori sono il costo per ogni ora di utilizzo e l'impatto sull'ambiente.

Informazioni extra:

Le scritte presenti sull'etichetta di efficienza energetica non si limitano però a dare informazioni per quanto riguarda il consumo degli elettrodomestici. Possono fornire anche informazioni riguardo ad altre prestazioni del prodotto, che variano in base al tipo di apparecchio. Per esempio, se si sta guardando l'etichetta di una lavatrice, si possono trovare informazioni riguardo al consumo di acqua stimato per ciclo (incluso quello rapido), alla rumorosità, alle capacità di carico e alle opzioni di lavaggio. Sull'etichetta di una lavastoviglie invece, oltre al lavaggio, si possono trovare anche informazioni sul numero di coperti che può contenere.

Le nuove etichette energetiche presentano inoltre un codice QR. Indicazione molto utile se si è interessati ad approfondire il discorso e ottenere maggiori informazioni sul modello del prodotto, in nome di una maggior chiarezza. Per saperne di più basterà dunque scansionare il QR code con la fotocamera del proprio smartphone abilitato a operazioni di questo tipo e si verrà reindirizzati alla pagina esplicativa.


Le etichette energetiche di lampade e lampadine da Settembre 2021

Le etichette energetiche di lampade e lampadine da Settembre 2021

Anche lampadine e lampade dovranno adeguarsi alla nuova normativa, cambiando l’etichetta energetica e aggiungendo alcune informazioni in più sulle confezioni. Innanzitutto, occorre specificare che, oltre alle lampadine, solo gli apparecchi di illuminazione che hanno una sorgente luminosa integrata o una lampadina inclusa devono riportare l’etichetta energetica. Gli apparecchi che non hanno una lampadina inclusa non rientrano in questo obbligo.

Ci troviamo di fronte quindi a tre casi:

  • apparecchi di illuminazione con sorgente luminosa LED integrata (e quindi non separabile): devono riportare la freccia con la lettera corrispondente nella parte frontale del packaging, e la scheda completa e altri approfondimenti eventuali nella parte posteriore.

  • apparecchi di illuminazione con sorgente luminosa separabile: è il caso di apparecchi che contengono nella confezione una lampadina LED e che devono riportare soltanto la freccia con la lettera corrispondente nella parte frontale e ben visibile, ma non l’etichetta completa.

  • apparecchi di illuminazione che non offrono alcuna sorgente luminosa: se la lampadina è da acquistare a parte, questa informazione deve essere chiaramente ben visibile. Altre informazioni circa il consumo o l’efficienza energetica non devono essere dichiarati perché non conosciuti e non dipendenti dall’apparecchio stesso.

Altre informazioni devono sempre essere indicate nel packaging:

  • il consumo quindi la potenza assorbita dal prodotto durante il funzionamento, espresso in Watt;
  • la resa luminosa, unico elemento comparabile tra lampadine ed apparecchi diversi circa l’effettiva luminosità, sempre espresso in lumen;

  • la tecnologia della sorgente luminosa, ad esempio LED;

  • la temperatura di colore, espressa in gradi Kelvin, che distingue la luce fredda (6500 K), la luce naturale (4000 K) e la luce calda (2700 K);

  • l'indice di resa cromatica CRI (Color Rendering Index), da 0 a 100, che indica la capacità di una sorgente luminosa di restituire le tonalità cromatiche e i colori degli oggetti illuminati in maniera più realistica possibile;

  • l’attacco della lampadina, se la sorgente luminosa è separabile, deve sempre essere indicato (es. E14, E27, GU10 etc.), specificando che sia inclusa o non inclusa all’interno della confezione.

 

Alcune informazioni che troverai sui packaging sono delle novità introdotte dalla normativa:

  • il metodo di certificazione utilizzato per la classificazione, con un pittogramma di un cerchio con 360° per la luce non direzionale e un tronco di cono con 120° o 90°per la luce direzionale;

  • la riparabilità della sorgente luminosa integrata dovrà essere specificata: non riparabile (croce rossa), riparabile con servizio post vendita (cerchio rosso), riparabile dal cliente (cerchio verde);

  • il consumo in stand by (Psb), quando un prodotto consuma energia anche se spento, e il consumo della rete in stand by (Pnet), per prodotti connessi e/o muniti di sensori (infrarossi, bluetooth etc.) come telecomandi o sensori di movimento.

Etichette energetiche, il riscalaggio

Etichette energetiche, il riscalaggio

Come accennato poco fa, con la nuova direttiva in vigore da marzo 2021, molti prodotti subiranno un riscalaggio, cambiando quindi categoria energetica. Cosa vuol dire?

La vecchia classificazione seguiva parametri ormai obsoleti. Tutti i prodotti usciti di recente appartenevano infatti alle categorie più alte o addirittura alle categorie extra A+, A++ e A+++. Ciò rendeva difficile distinguere il rendimento energetico effettivo dei vari elettrodomestici e degli apparecchi illuminanti, senza contare il fatto che questa classificazione non era uniforme per tutti i tipi di dispositivi.

Sono stati quindi stabiliti nuovi parametri per ogni categoria, basandosi sia sullo sviluppo tecnologico degli ultimi anni che su quello previsto nei prossimi, con l'obiettivo di un sempre minore impatto ambientale. Inoltre, le nuove classificazioni sono state pensate in modo uniforme per ogni tipo di prodotto. In questo modo si eviterà di creare confusione nei consumatori.

Dovendo sottostare a nuovi parametri, quindi, i prodotti che prima erano classificati come A, A++ e A+, ad esempio, potrebbero ritrovarsi nelle classi E, F e G, subendo quindi un "declassamento". Questo non perché siano meno efficienti, ma appunto perché devono sottostare a criteri differenti.

Facciamo un esempio, usando un proiettore LED con consumo 10 W e resa luminosa 700 lumen. Poiché l’efficienza luminosa (lm/W) corrisponde a 70.18, secondo la vecchia classificazione si tratta di un prodotto in classe A+, ma secondo i requisiti della nuova normativa la classe energetica di destinazione (dopo il riscalaggio) sarà G.


Etichette energetiche, la fase di transizione

Etichette energetiche, la fase di transizione

Inizialmente, per permettere agli utenti di familiarizzare con la nuova classificazione energetica, gli elettrodomestici presenteranno entrambe le etichette. La nuova sarà quindi affiancata alla vecchia, così da permettere un confronto e da aiutare i consumatori a comprendere meglio questo cambiamento. Gli elettrodomestici e i dispositivi di illuminazione con entrambe le etichette saranno principalmente quelli prodotti prima dell'entrata in vigore della nuova direttiva. Essi presentano infatti la propria etichetta originale ma, essendo tuttora in vendita, devono anche dimostrare di essere conformi al nuovo regolamento.

In seguito, la presenza della vecchia etichetta non sarà più necessaria e quindi si troveranno soltanto le etichette di efficienza energetica conformi ai nuovi parametri.


In conclusione, cosa cambia con le nuove etichette 2021?

Ricapitolando, le nuove etichettature energetiche comunitarie permetteranno una classificazione più chiara e uniforme dell'efficienza energetica degli elettrodomestici (da Marzo 2021) e di lampadine e lampade (da Settembre 2021).

  1. nuovi parametri più rigidi di classificazione: la classe di efficienza energetica arriverà a un massimo di A, non più A+, A++ e A+++ ;

  2. il consumo: la potenza di funzionamento (Watt), la resa luminosa (lm) per gli apparecchi illuminanti e la stima del consumo annuo o per un tot di cicli, in base al tipo di dispositivo.

  3. altre caratteristiche: ad esempio, nel caso di una lavastoviglie, sono specificati il numero di coperti, il consumo d’acqua, la durata del programma Eco e la rumorosità (db).

  4. il codice QR: da scansionare con lo smartphone, permette di accedere a ulteriori approfondimenti sul prodotto dal punto di vista dell’efficienza energetica.
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