Pacciamatura: cos’è e come si produce
"L’avvicinarsi delle stagioni invernali e il previsto arrivo del freddo mi stanno già mettendo in allarme per quanto riguarda la cura e il mantenimento del mio giardino e del mio orto. Sto cercando un metodo efficace, del tutto naturale, che preveda l’impiego di meno risorse artificiali per proteggere il mio verde dal freddo. Ho letto che esiste dell’esistenza della tecnica della pacciamatura e mi sono subito incuriosito: come funziona questo metodo e quando è meglio fare la pacciamatura?"
Cesare G.
Prima di tutto, è meglio definire, in linea generale cosa si intende per pacciamatura e come si produce. Si tratta di una vera e propria protezione che viene depositata intorno alle piante interessate: in poche parole questo materiale, composto perlopiù da corteccia, rami, foglie secche, riproduce ciò che normalmente accade in natura con la caduta di foglie e rami che proteggono le radici. Una volta chiarito questo aspetto generale, è importante che tu sappia le tipologie di pacciamatura presenti sul mercato. Eccole di seguito:
pacciamatura organica: è disponibile sul mercato in diverse combinazioni, sempre biodegradabili e, quindi, utili ai fini di fertilizzare il terreno e nutrire la pianta di riferimento direttamente dalle radici. Si tratta di un metodo che, essendo di facile decomposizione, necessita di sostituzioni piuttosto frequenti, se desideri una buona riuscita del processo;
pacciamatura minerale: si tratta di un particolare strato di protezione del terreno che si compone principalmente di sassolini e pietre di vario tipo. Questa tipologia di pacciamatura, essendo non biodegradabile ha una durata notevole nel tempo e non necessita di continue sostituzioni;
pacciamatura in tessuto: si configura come il metodo ideale per proteggere dagli agenti esterni ambienti e terreni piuttosto ampi e si presenta sotto forma di appositi teli. In commercio ne esistono di due tipologie: da un lato puoi trovare i teli biodegradabili, che solitamente si decompongono entro un paio di anni, dall’altro i teli in plastica che sono ovviamente più durevoli e vengono utilizzati soprattutto nei terrapieni.
Una volta passate in rassegna tutte le tipologie di pacciamatura in commercio è bene sottolineare quando conviene usare cosa: per la protezione delle radici la pacciamatura organica è perfetta, per un effetto decorativo è meglio optare per quelle minerale e, in caso di gelo profondo la versione in tessuto è preferibile.
Quando fare la pacciamatura
Parto con il dire che, di norma, la pacciamatura è un’operazione che viene effettuata almeno due volte l’anno per mantenersi funzionale ed efficace. I periodi più adatti per procedere alla copertura del terreno prescelto con la pacciamatura sono, di norma, l’inizio della stagione primaverile e quello della stagione invernale.
Nel primo caso, questa operazione è utile per mantenere il terreno fresco, garantire un giusto livello di umidità e proteggere la pianta da eventuali erbe infestanti; nel secondo caso, invece, ha lo scopo principale di proteggere piante e radici dal gelo delle stagioni invernali. La scelta di ricoprire il tuo terreno con uno strato di pacciamatura è sicuramente la soluzione ideale per proteggere le tue piante dagli agenti atmosferici esterni che caratterizzano le stagioni fredde.
Come fare la pacciamatura naturale
La pacciamatura naturale rappresenta la tipologia di copertura più diffusa e largamente utilizzata per la protezione di un terreno dal gelo, tipico della stagione invernale, ma anche dal proliferare di fastidiose erbacce infestanti. Ma come fare per ottenere la pacciamatura naturale? Vediamo rapidamente quali sono i materiali più utilizzati. Ti segnalo che, in generale, la pacciamatura naturale, o organica, è composta perlopiù da vegetali o rifiuti vegetali di media - rapida decomposizione.
Penso sia importante che tu sappia che, nel mercato, la pacciamatura naturale si divide in due tipologie:
pacciamatura organica a rapida decomposizione;
pacciamatura organica a lente decomposizione.
Come procedere alla scelta? Semplice: se hai bisogno di pacciamatura che si trasformi in tempi piuttosto rapidi in fertilizzante e concimante, soprattutto nel caso di orti e terreni da alberi da frutto, ti consiglio di optare per la prima tipologia. Se, invece, necessiti di migliorare la struttura ospitante del terreno, come nel caso di piante perenni, alberi o arbusti, ti consiglio la seconda tipologia. Ti ricordo, infine, che la pacciamatura naturale è perfettamente in linea con gli standard della sostenibilità.
Come togliere il calcare dalle piastrelle del terrazzo
Se le piastrelle del tuo spazio esterno vedono la presenza del calcare, cosa che può capitare soprattutto presso le località umide come quelle di mare o che hanno una certa vicinanza con fiumi e corsi d’acqua, dovrai prestare qualche accortezza in più.
Il consiglio è quello di dotarti di un’idropulitrice e di utilizzare materiali particolarmente resistenti per la pavimentazione, come ad esempio il gres porcellanato, che risulta anche semplice da pulire. Inoltre, è preferibile adoperare dei prodotti con funzione anticalcare, strofinando con attenzione e proteggendo adeguatamente le mani con dei guanti. Per donare un effetto più luminoso alle piastrelle va invece benissimo dell’aceto.